CASTAGNOLI PROFILO

Non so sempre da dove nascano i miei progetti, a volte dall’ossessione, a volte dalla calma o dalla fretta, a volte da lunghe giornate di ricerca, ma qualche volta mi è capitato di trovarli per caso tra i fogli del cestino.
E così, un po’ per caso e un po’ per studio e passione, da più di vent’anni mi occupo di progettazione grafica con la fortuna di farlo per persone che mi piacciono e per mondi che amo come la cultura e il sociale.
Anni fa, spinta da un’esperienza vissuta in Africa, ho iniziato un percorso parallelo come educatrice lavorando con adolescenti che mi hanno insegnato molto e da cui continuo ad imparare.
Mi piace sperimentare, analizzare, comprendere me stessa e le persone anche negli aspetti più ostili e portarli alla luce anche attraverso il segno.
Il mio percorso non è lineare infatti ogni segno che traccio su un foglio è storto.

 

 

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La descrizione della scrivania dell’artista!

 

 

 

Scrivania 1
la scrivania 1 si muove, attraversa tutti i giorni la foresta dei Batabunga per arrivare alla stazione spaziale di Lamatrai. Meno male che c’è un freno a mano perché mentre clicco su invia parte il clacson e non si sa mai come ti risponde la gente. Se poi ci sono bambini nei paraggi spengo il motore perché se no scappano dai finestrini, di solito con un intento sovversivo contro i Batabunga che sono esseri pelosi -tranne che sul petto e sulla faccia- amanti dei cattivi odori e, quindi, proprio dei bambini.

 

 

Scrivania 2
Qui carte e appunti ovunque che se la ridono in compagnia di Vighi, lo Yeti, mio mentore poco loquace ma molto arguto. Amano fare i dispetti. Fanno di tutto per non farsi leggere, così ghignano delle mie facce quando mi accorgo d’aver dimenticato o sbagliato qualcosa. Cioè ridono tutti i giorni. Di fianco vive la famiglia Libri, sono in tanti lì, non so come facciano ad arrivare a fine mese e ad andare d’accordo, son tutti così diversi. Sarà che ultimamente sono invasi dalla famiglia Vasaie, insidiosa, numerosa e poco incline ad andarsene. Comunque, tra i bisbiglii dei Libri, il ronzio delle Vasaie e i miei sbuffi di pensiero e grafite, secondo me chi passa di qua se ne va presto.

 

 

Scrivania 3
Sfuggendo ai geniali trabocchetti e agli imprevedibili agguati degli Gnomi, difensori del diritto all’attenzione delle creature piccole; attraversando l’ambulacro delle Grucce parlanti, capaci di distorcere le prospettive fisiche per impedire il passaggio a chi, fragilmente, può perdere se stesso in una visione distorta delle realtà; scavalcando le paludi del Sonno, abili a trattenere chi non trova la strada all’incrocio tra via dei Sogni, via Paura, via Giudizio e via Chissenefrega; finalmente si arriva al Regno delle Scatole -non solo rotte-. Un luogo impervio che raccoglie nei suoi sgangherati scrigni tesori pensanti, colori strombettanti, pennelli reali, carte volanti, gomme terapeutiche, stampanti liriche e chipiùnehapiùnemetta. Il tempio del novo e del vecchio insieme, dove l’errore si trasforma in oro. 

 

 

Scrivania 4

A differenza di tutte le altre, questa non è solo una scrivania. È un vero e proprio pianeta che però è in continua mutazione tanto che appena pensi d’aver finito di scoprirlo devi già ricominciare a navigarlo se no ti perdi -sempre che ti sia mai trovato-. Allora prendi la tua bella mongolfiera o il dirigibile o la zattera o il sottomarino o i vecchi scarponi o il tram o quel che ti pare e riprendi il viaggio, sperando di non finire a Canicattì (che poi non sarebbe mica male ma ai tempi di mia nonna si diceva così per non finire troppo lontano). E ti trovi tra Riccioli d’Oro spalmata tra i corrimano decorati (così impara!), mille facce di mille statue solenni che ti guardano di sghembo, Astrolampi che a vederli ti vien voglia di cristallizzarti anche a te, legni legnetti legnoni legnacci ovunque e in ogni forma e rumore, cunicoli alla Escher e poi, poi, incontri Lord Lollo e Biancaseverini che ti dicono „OOOh, lo spettacolo sta per cominciare ma qualcuno ha stampato il programma di sala?“. E allora ti ritrovi in un lampo, a casa.

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