DOCENTE BELTRAMI

Ex studentessa di grafica della Scuola Internazionale di Comics, docente presso la Scuola Internazionale di Comics. Ex freelance, oggi ha trovato la sua dimensione coordinando una piccola agenzia di comunicazione.

 

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INTERVISTA

 

Com’è nata la passione per quello che ora è il tuo lavoro e quando hai capito che avresti voluto fare il grafico pubblicitario?

 

In terza media, anziché studiare matematica, con una versione primordiale di Photoshop creavo le copertine dei miei CD musicali masterizzati. Per assecondare questa mi ìa passione ho frequentato un Istituto d’Arte. All’inizio ero totalmente inconsapevole di cosa facesse un grafico pubblicitario ma materie di indirizzo hanno iniziato a piacermi da subito. La conferma definitiva l’ho avuta quando ho fatto il mio primo stage: avevo 17 anni, la vita da grafico era la mia.

 

Com’è iniziata la tua carriera? Ricordi quale fu il tuo primo lavoro?

 

Ho iniziato in una piccola web agency della mia città che mi ha permesso di imparare i primi rudimenti del web. Il mio primo lavoro fu un layout di un sito web: riguardandolo oggi, col senno di poi, era orrendo!

 

 C’è stato qualcuno che ti ha guidato e spronato?

 

Le persone che ho incontrato sul mio percorso sono alla base di tutto. La mia prima insegnante di grafica, alle superiori, mi ha sempre spronato, corretto, incoraggiato. I miei colleghi sono stati preziosi, una fonte di conoscenza e di motivazione.

 

 Ti è mai capitato di non sentirti all’altezza di un incarico?

 

Certo, può capitare! Personalmente cerco sempre di farmi spiegare per filo e per segno il progetto, non mi lancio mai in progetti ignoti.

 

Quando ti siedi alla scrivania e devi iniziare un nuovo lavoro, c’è un grado di improvvisazione o segui un metodo ben preciso?

 

Seguo, e faccio seguire al team, un metodo che ho studiato alla Scuola Comics e affinato con il tempo e sulla base delle mie esigenze. La comunicazione pubblicitaria non è improvvisazione.

 

Che consigli daresti ai nostri studenti riguardo al futuro in questo mestiere?

 

Il nostro lavoro è in continuo mutamento: i trend cambiano rapidamente e l’unico modo per rimanere al passo è quello di formarsi costantemente. In studio abbiamo tutti una formazione a “T” : vuol dire avere una conoscenza basica del settore comunicazione, un’infarinatura di tutto per capire come funzionano le cose e poi avere una specializzazione in particolare. Chi lavora con me lavora con me viene formato sui social, sul web, sulla grafica, sulla comunicazione e poi svilupperà una specializzazione specifica in un ambito, come una  “T” appunto.

 

Quali sono le cose che non possono assolutamente mancare nella tua postazione lavoro e quelle a cui sei più affezionato?

 

La mia postazione muta costantemente a seconda di dove lavoro: il fattore comune è sempre il mio MacBookPro, una bella borraccia d’acqua e una merenda sana. Il cervello per funzionare bene ha bisogno di idratazione e di nutrimento 🙂

 

Se ti dovessi descrivere in tre parole, quali useresti?

 

Determinata, curiosa, paziente (con chi lo merita). 

 

Un sogno nel cassetto?

 

I sogni non si possono svelare!

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