COMERCI-PROFILO

Designer e illustratore freelance di Vicenza, classe 1984, trentino di nascita e veneto di adozione. Ho sempre coltivato una duplice passione per disegno e tecnologia, che mi ha portato dapprima a frequentare un liceo scientifico e poi a laurearmi in pittura all’accademia di belle arti. Nei primi anni post-scolastici ho affrontato un primo approccio all’arte contemporanea con particolare interesse per arti elettroniche e street art, e lavorato per alcuni anni come grafico, illustratore e web designer dapprima dipendente e dal 2009 in proprio. Mi sono negli anni specializzato nell’illustrazione e nella concept art per il settore entertainment e musicale, che attualmente sono il mio principale settore di lavoro.

 

 

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INTERVISTA

 

Com’è nata la passione per quello che ora è il tuo lavoro e quando hai capito che avresti voluto fare il designer, illustratore)?

 

La passione è iniziata da bambino osservando i miei genitori e i nonni, tutti chi più chi meno appassionati di arte e artigianato. Sicuramente la scintilla è nata da loro. Da ragazzo ho iniziato come pittore e street artist, e le prime commissioni sono venute da amici e conoscenti per piccoli progetti come grafiche per lo skateboarding, tele ad acrilico, illustrazioni di gioco di ruolo e cover/volantini in ambito musicale.

 

Com’è iniziata la tua carriera? Ricordi quale fu il tuo primo lavoro?

 

Ho sempre avuto molti interessi e questo mi ha portato a spaziare parecchio lavorativamente. Ho iniziato come grafico, ma dopo aver scoperto il mondo della concept art ho capito di volermi specializzare in quel settore più che in altri. 

 

C’è stato qualcuno che ti ha guidato e spronato?

 

Molto aiuto e fiducia è arrivato da genitori, amici e da mia moglie, che hanno sempre creduto potessi trasformare la passione in lavoro e mi hanno spronato a provarci, soprattutto quando ho deciso di essere un freelancer.

 

Ti è mai capitato di non sentirti all’altezza di un incarico?

 

Più o meno sempre, sono una persona che raramente è del tutto soddisfatta del proprio lavoro, penso sempre che avrei potuto fare meglio ma ci convivo e cerco di fare tesoro dell’esperienza per i progetti successivi.

 

Quando ti siedi alla scrivania e devi iniziare un nuovo lavoro, c’è un grado di improvvisazione o segui un metodo ben preciso?

 

Inizio sempre creando una sorta di foglio appunti dove fisso i punti principali del progetto e le richieste, poi faccio molta ricerca e solo dopo inizio a fare sketch, bozze e altri esperimenti per capire che strada prendere. L’improvvisazione di solito arriva in questa ultima fase, dove spesso emergono idee che prima non avevo preso in considerazione

 

 

 Che consigli daresti ai nostri studenti riguardo al futuro in questo mestiere?

 

Studiate i fondamentali sin da subito, a scuola non si capisce a fondo l’importanza che hanno ma sono appunto fondamentali. Non abbiate paura di sperimentare o di contattare potenziali clienti, provarci non costa nulla.

 

Quali sono le cose che non possono assolutamente mancare nella tua postazione lavoro e quelle a cui sei più affezionato?

 

Carta e penna per sketchare, un paio di auricolari e il mio amato panno per pulire lo schermo.

 

Se ti dovessi descrivere in tre parole, quali useresti?

 

Non. Saprei. Proprio. (esigente, caotico, smanettone)

 

Un sogno nel cassetto?

 

Lavorare nel mondo del cinema, sono un grande appassionato ma non ho ancora avuto occasione di arrivare a quel settore.

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