Ho conseguito la laurea magistrale in Architettura nel 2007, specializzandomi in seguito a Milano in grafica digitale e web design. Dopo diverse esperienze in Italia e all’estero, lavoro attivamente tra Parma, Reggio Emilia e Modena.Collaboro con agenzie, grafici, ingegneri informatici, analisti SEO, traduttori, designers, architetti, e tanti altri. Nel 2011, sono stato contattato dai responsabili di YouReporter (la maggiore piattaforma italiana di informazione indipendente, con milioni di visite al mese) per il ridisegno del sito alla nuova e attuale versione. Ho fondato Jedidesign nel 2012 assieme ai miei colleghi e amici, uno studio di professionisti che estende la propria attività dall’architettura alla grafica digitale, e che lavora con progetti di livello internazionale. Nello stesso anno nasce King, uno studio di design a Parma del quale sono fondatore e coordinatore.Sono docente di grafica, web design e WordPress in vari istituti italiani, come la Scuola Internazionale di Comics, il centro LEN, IFOA, Didattica & Formazione, ARCI.

 

 

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INTERVISTA

 

Com’è iniziata la tua carriera? Ricordi quale fu il tuo primo lavoro?

 

Ricordo bene. Al tempo, era il 2009, non avevo ancora la Partita IVA e iniziai disegnando una serie di micro-siti a Flash per una società di Reggio Emilia che faceva rendering di complessi immobiliari. Questo se escludo il mio portfolio personale e qualche logo e volantino gratis di cui ho perso ogni traccia.

 

C’ è stato qualcuno che ti ha guidato e spronato?

 

Sì, la mia ex morosa. Lei aveva capito molto prima del sottoscritto che il mondo dell’architettura (ciò per cui avevamo studiato e ottenuto una laurea) non faceva per me.

 

Ti è mai capitato di non sentirti all’altezza di un incarico?

 

Durante i primi anni, insegnamento compreso, sempre. Oggi meno. Mi preoccuperei però del contrario: l’incertezza è come la benzina, senza vai solo d’inerzia.

 

Quando ti siedi alla scrivania e devi iniziare un nuovo lavoro, c’ è un grado di improvvisazione o segui un metodo ben preciso?

 

Dipende dal tipo di incarico, ma mi diverto molto di più a improvvisare. Come in quest’intervista.

 

Che consigli daresti ai nostri studenti riguardo al futuro in questo mestiere?

 

Di mettersi seduti, studiare e fare tanta pratica. Ed essere umili (io non lo sono stato nei primi anni e ho qui le cicatrici delle batoste). Dopodiché, quando finalmente ci si sente pronti e carichi, rimettersi di nuovo tranquilli, seduti a studiare e fare tanta pratica. Sostanzialmente, non si smette mai di sedersi a far pratica.

 

Quali sono le cose che non possono assolutamente mancare nella tua postazione lavoro e quelle a cui sei più affezionato?

 

Le sole cose che mi servono sono un computer, una connessione internet e un mouse. Se poi aggiungiamo un touchpad e uno schermo 27”, tanto meglio. Casse per la musica e un buon microfono se proprio siamo in aria di champagne. La webcam no, è un oggetto subdolo e maligno. L’ultimo arrivato è Ted, un umarell giallo dei TheFabLab. Gli sono molto affezionato.

 

Se ti dovessi descrivere in tre parole, quali useresti?

 

Non mi piace descrivermi, ma se proprio devo: Bello. Bello. Bello.

E sono tre. Aggiungerei “in modo assurdo”.

 

Un sogno nel cassetto?

Pubblicare un libro di narrativa.

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