Entrai alla Comics nel lontano 2010 e ricordo ancora il primo fumetto con cui mi presentai al colloquio con la direttrice alcuni insegnanti, fatto durante le ore buche: lo intitolai “Don Chisciotte in Montagnola”. Per quanto i personaggi fossero deformi e le vignette prive di sfondi e prospettive, alla direttrice piacque più di quanto mi aspettassi e così ebbe inizio la mia avventura alla Scuola Comics.
Frequentai 3 anni di Fumetto e 2 anni su 3 di Animazione 2D, quest’ultimo mi aiutò molto col Character Design, ma sfortunatamente vidi che non era la strada giusta per me; ma lo era quello del Fumetto. In quei 3 anni mi venne insegnato tantissimo, in particolar modo che il Fumetto non era un mestiere adatto a tutti, infatti i mesi di lezione li consideravo proprio come un addestramento militare, che non venne superato da tutti. Ho avuto insegnanti con cui mi sono trovata meglio e altri un po’ meno, come in ogni scuola del resto, ma da ognuno di loro trassi diversi insegnamenti, non solo lavorativi ma anche di vita. Durante l’ultimo anno arrivai con una tecnica e padronanza migliore delle mie capacità illustrative, soprattutto nella fase delle Matite e Chine, e da lì iniziai a pensare a quale editore avrei potuto propormi, una volta terminato il corso.
Uscii da scuola nell’estate del 2013 e nel 2014 trovai il mio primo lavoro da Fumettista per una casa editrice Inglese, con cui pubblicai 4 fumetti per bambini di tipo medico e terminai la collaborazione a fine 2016. Il primo ingaggio ci fa sentire sempre fieri, ma credetemi, la strada è tutt’ora in salita: dal 2017 ad oggi lavoro principalmente per una casa editrice Italiana, Cronaca di Topolinia, con cui sto pubblicando la mia serie fantasy “Puck” ormai arrivata al volume 5; per la stessa ho lavorato come Disegnatrice su altre testate del catalogo e nel frattempo ho collaborato con un paio di case editrici Indipendenti Americane, le quali mi hanno insegnato molto, soprattutto come muoversi dal punto di vista contrattuale, anche se non sono state tutte esperienze positive, fa parte del mestiere anche questo: prendere dei pali in faccia e crescere! Il mio sogno sarebbe lavorare principalmente per l’Estero, ovvero per il mercato Americano e quello Francese. Ambi gli obiettivi, dalla mia personale esperienza, si sono rivelati ardui da raggiungere, ma non di certo sono impossibili: ci vuole costanza, perseveranza, tenacia, enorme passione e sconfinata pazienza!
Ringrazio tutto lo staff della Scuola Comics per avermi dato la spinta e gli strumenti necessari per intraprendere questo percorso.
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