“Quando scoprii che esisteva “la scuola del fumetto (di Reggio)” ero gasatissimo. Ero anche spaventatissimo, perché ero sicuro che una volta messo piede là dentro, avrei trovato un sacco di gente molto brava; mi dicevo, non sono all’altezza e blablabla. Mi sbagliavo. Nel senso che credevo di essere in una sorta di competizione con gli altri, invece lo ero con me stesso. Eh, ma bisognava che ci arrivassi da solo, col tempo. Dicevo, alla fine di questi tre anni spaccherò. Mi sbagliavo ancora. Da lì in poi avrei spaccato solo me stesso. Certo che gli insegnanti, lo staff, i compagni, Jessica soprattutto, la scuola insomma, mi aiutarono a mettermi nell’ordine giusto di idee. Quindi, un po’ come nella vita, imparo piano, un po’ da tutti, se ascolto -a volte se NON ascolto- ma ho dovuto imparare anche quello. Queste sono solo alcune delle esperienze che la scuola offre da mettere nel proprio bagaglio, non le dico tutte sennò piango. è chiaro però che anche dopo essere usciti, o prima di essere entrati, se siete passati dalla Comics, non ne uscite più.
Tipo Silent Hill.
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