8 Marzo 2022

Intervista a Michel Mammi

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Diamo voce ai nostri docenti!

 

I docenti della Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia non sono solo dei professionisti del settore, ma dei veri e propri navigatori del mondo della creatività. Che si tratti di fumetto, grafica pubblicitaria, sceneggiatura, illustrazione o web design, ogni corso mette a disposizione degli studenti una serie di esperti in grado di aiutarli a dare voce alla loro creatività. Come Michel Mammi, insegnante del corso di Tattoo Design e tatuatore presso Holy Light Tattoo Shop a Rubiera, che negli anni si è specializzato nel tatuaggio Watercolor e Avantgarde.

 

Ciao Michel! Inizio chiedendoti subito quand’è che hai realizzato di voler diventare un tatuatore e perché?

 

Lavoravo da qualche anno nel mondo del fumetto, quando ho sentito l’esigenza di provare qualcosa di nuovo. Quasi per gioco sono andato da Andrea Corradini dell’Holy Light Tattoo di Rubiera e, armato del mio portfolio da fumettista, gli ho chiesto se poteva insegnarmi il mestiere. Inizialmente sviluppavo solamente i disegni che altri dello studio avrebbero tatuato poi, dopo qualche prova su di me e sulla pelle sintetica, sono passato anche io a tatuare i primi clienti. Dopo il primo anno di gavetta ho cominciato a pensare veramente di volere diventare un tatuatore. Sul perché di questa scelta non sono ancora sicuro. Credo che in qualche maniera l’importanza della visibilità e della permanenza delle opere realizzate su pelle abbia fatto colpo!

 

Hai uno stile molto riconoscibile. Quanto tempo ti è servito prima che riuscissi a sviluppare il tuo tratto personale?

 

Credo all’incirca due o tre d’anni. è uno stile che prima, quando disegnavo fumetti, non utilizzavo. Avrò usato gli acquerelli un paio di volte nella mia vita, ma quando si è trattato di riprodurre quell’effetto su pelle, l’ho trovato veramente divertente ed interessante! Mi piace soprattutto unire soggetti realistici a texture grafiche e macchie pittoriche.

 

Ti ricordi il tuo primo tatuaggio?

 

Sì, è quello che ho fatto su me stesso. Un volto di ragazza stilizzato nell’interno polpaccio. Ora ci metterei un paio d’ore ma all’epoca ci ho messo quattro sedute!

 

I tatuaggi sono statici o cambiano a seconda della persona e del suo corpo, secondo te?

 

Il tatuaggio è un’arte molto dinamica e quando asseconda le forme del corpo è sicuramente più funzionale e d’impatto. A seconda della persona, delle forme del suo corpo, del pigmento e dei difetti della pelle, lo stesso tatuaggio può essere più o meno efficace.

 

Negli ultimi anni, il tatuaggio è finalmente riuscito ad ottenere uno status artistico di tutto rispetto. Pensi che sia così anche in Italia o c’è ancora del pregiudizio?

 

Penso che sia così anche da noi, nonostante per certi versi ci siano ancora un po’ di remore e di chiusura al riguardo. Preferirei però che ci fosse un approccio un po’ più personale e creativo da parte dei clienti, che spesso si limitano a volere lo stesso tatuaggio che hanno visto su internet, mentre affidandosi al giusto tatuatore tutto è possibile.

 

Instagram e Pinterest sono diventate delle vere e proprie vetrine del tatuaggio. Cosa ne pensi di queste piattaforme e come hanno cambiato il modo di lavorare?

 

Pinterest lo uso più che altro per cercare le reference fotografiche per i tattoo, mentre Instagram mi ha aiutato molto. Ho guadagnato tanti clienti grazie a questa piattaforma. Anche quando sono andato a lavorare in Canada è stato grazie ad una sponsorizzazione che mi sono procacciato i clienti. Da una parte questo ti obbliga a essere sempre presente e attivo sui social, per non soccombere alla concorrenza, rubando molto tempo alle altre attività e creando anche una certa sgradita dipendenza. D’altra parte però, è uno strumento veramente ottimo per proporre e promuovere il proprio stile e i propri lavori. Diciamo che, se utilizzate con cognizione, queste piattaforme diventano strumenti veramente efficaci.

 

Oltre ad essere un tatuatore, sei anche un docente della Scuola Internazionale di Comics. Perché hai scelto di insegnare?

 

Bella domanda! Non lo so di preciso. Credo che sia la voglia di condividere con altri il mio bagaglio di informazioni, di sentirmi utile! Parlare di argomenti sui quali mi sento particolarmente preparato, mi appassiona da sempre.

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